Milano sa essere sorprendente soprattutto quando non mostra subito i suoi tesori.
In Corso Magenta, a pochi passi dal caos del centro, c’è una chiesa davanti alla quale si potrebbe persino passare senza immaginare quello che custodisce. La facciata della Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore è elegante ma piuttosto sobria. Nulla prepara davvero a ciò che accade una volta varcata la porta.
Dentro, infatti, cambia tutto.
Pareti, cappelle e volte sono ricoperte di affreschi, colori e figure. Lo sguardo non sa quasi dove fermarsi.
Non sorprende che San Maurizio venga spesso definita la “Cappella Sistina di Milano”.

Una delle chiese più sorprendenti di Milano
San Maurizio è legata alla storia del Monastero Maggiore, uno dei più importanti monasteri femminili della città.
La presenza del complesso monastico è documentata già tra l’VIII e il IX secolo, ma la chiesa che vediamo oggi è molto più recente: all’inizio del Cinquecento l’edificio venne completamente ricostruito e un’iscrizione indica nel 20 maggio 1503 la posa della prima pietra.
È soprattutto nel corso del XVI secolo, però, che San Maurizio assume l’aspetto straordinario che ancora oggi possiamo ammirare.
La decorazione pittorica venne realizzata in diverse fasi e costituisce oggi una testimonianza eccezionale della pittura lombarda del Cinquecento.
Tra gli artisti che lavorarono alla chiesa troviamo Bernardino Luini e la sua bottega, ma anche nomi come Boltraffio, Vincenzo Foppa, i fratelli Campi e Simone Peterzano, che fu maestro di Caravaggio.

Una chiesa divisa in due
C’è un particolare che rende San Maurizio ancora più interessante.
Quella che vediamo non è una chiesa organizzata come molte altre.
L’edificio appartiene infatti alla tipologia delle cosiddette “chiese doppie” ed è composto da due grandi ambienti separati da una parete.
Il primo era destinato ai fedeli.
Il secondo era invece il coro delle monache, riservato alle religiose che vivevano in clausura nel monastero.
Le monache potevano così assistere alle celebrazioni senza entrare direttamente in contatto con le persone che arrivavano dall’esterno.
Ed è proprio quando si raggiunge questa seconda parte della chiesa che San Maurizio riserva un’altra sorpresa.

Il coro delle monache
Entrare nel coro significa immergersi ancora di più nella storia del Monastero Maggiore.
Anche qui le pareti sono ricoperte di dipinti e decorazioni. È uno spazio che permette di immaginare, almeno in parte, la vita delle donne che per secoli hanno abitato questo luogo.
Molte appartenevano a importanti famiglie milanesi.
Tra le figure legate alla grande stagione cinquecentesca del monastero troviamo anche Bianca Bentivoglio, figlia di Alessandro Bentivoglio e Ippolita Sforza, che divenne badessa nel 1522 con il nome di suor Alessandra.
La famiglia Bentivoglio ebbe un ruolo importante anche nella realizzazione delle decorazioni della chiesa.

Bernardino Luini e gli affreschi di San Maurizio
Uno dei protagonisti assoluti della decorazione è Bernardino Luini, tra i maggiori pittori lombardi del Rinascimento.
Luini fu profondamente influenzato dalla pittura di Leonardo da Vinci e proprio l’atmosfera della scuola leonardesca è uno degli elementi che hanno contribuito alla fama di San Maurizio.
Osservando gli affreschi da vicino emergono volti, espressioni, abiti, paesaggi e una quantità di particolari che rischiano di sfuggire durante una visita troppo veloce.
Per questo San Maurizio è uno di quei luoghi nei quali vale la pena fermarsi.
E guardare.
Poi guardare di nuovo.

Santa Caterina e una storia che sembra uscita da un romanzo
Tra le cappelle della chiesa ce n’è una che nasconde una storia particolarmente curiosa.
È la Cappella Besozzi, decorata da Bernardino Luini con episodi dedicati a Santa Caterina d’Alessandria.
Nella scena della decapitazione della santa potrebbe però nascondersi il volto di una donna realmente vissuta nella Milano del Cinquecento.
Secondo quanto raccontato dal novelliere Matteo Bandello, il volto di Santa Caterina sarebbe infatti quello della Contessa di Challant, protagonista di una vicenda di cronaca che fece molto parlare la Milano dell’epoca.
La donna, accusata di essere la mandante dell’uccisione del proprio amante, venne condannata e decapitata nel 1526 al Castello Sforzesco.
Una storia di passioni, delitti e pettegolezzi cinquecenteschi finita, forse, sulle pareti di una delle chiese più belle della città.

Un organo del Cinquecento
Nel coro delle monache si trova anche un altro piccolo tesoro: un organo realizzato da Gian Giacomo Antegnati tra il 1554 e il 1557.
Le ante dello strumento furono dipinte da Francesco Medici da Seregno.
L’organo venne modificato nel corso dell’Ottocento per adattarlo ai nuovi gusti musicali, mentre un restauro effettuato nel 1982 ha cercato di riportarlo verso le sue caratteristiche sonore originarie.
È uno di quei particolari che rischiano di passare in secondo piano davanti alla ricchezza degli affreschi, ma merita sicuramente uno sguardo.

Sotto il Rinascimento c’è anche la Milano romana
La storia di questo luogo, però, comincia molto prima del Cinquecento.
Il Monastero Maggiore sorse infatti in una zona importantissima della Milano romana e nel corso dei secoli inglobò alcune strutture molto più antiche.
Una torre quadrangolare appartenente al circo romano venne riutilizzata come campanile, mentre una torre poligonale collegata alle antiche mura della città fu trasformata in cappella.
Parte di queste testimonianze è oggi conservata nell’area del vicino Civico Museo Archeologico.
Visitare San Maurizio significa quindi attraversare secoli di storia milanese quasi senza rendersene conto: dalla Mediolanum romana al monastero medievale, fino alla grande stagione artistica del Rinascimento.

Che fine ha fatto il Monastero Maggiore?
Il monastero continuò a esistere fino alla fine del Settecento.
Nel 1798, in seguito alla soppressione degli ordini monastici, il complesso perse la propria funzione religiosa.
Gli edifici ebbero successivamente diversi utilizzi e una parte consistente dell’antico monastero venne demolita nell’Ottocento, anche in seguito all’apertura delle attuali vie Luini e Ansperto.
Quello che resta continua però a raccontare una storia lunghissima.
Dal 1964-65 parte degli ambienti dell’antico complesso ospita il Civico Museo Archeologico di Milano.
Perché vedere San Maurizio al Monastero Maggiore
Milano è conosciuta in tutto il mondo per il Duomo, il Castello Sforzesco, il Cenacolo e i grandi musei.
San Maurizio appartiene invece a quella categoria di luoghi capaci di sorprendere proprio perché, almeno dall’esterno, non sembrano voler attirare l’attenzione.
Poi si apre una porta.
E ci si ritrova circondati dal Rinascimento.
Forse è proprio questo il suo fascino: San Maurizio non ha bisogno di annunciarsi. Bisogna entrare per scoprirla.
E una volta entrati, è difficile capire perché non sia tra le prime cose che vengono in mente quando si parla delle meraviglie di Milano.

Informazioni per la visita
La Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore si trova in Corso Magenta 15, Milano, accanto al Civico Museo Archeologico.
Prima della visita è sempre consigliabile controllare sul sito ufficiale eventuali variazioni degli orari di apertura.
Come arrivare, orari e informazioni pratiche
📍 Dove si trova
Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore
Corso Magenta 15, Milano, accanto al Civico Museo Archeologico.
🚇 Come arrivare
La fermata della metropolitana più comoda è Cadorna FN, servita dalle linee M1 (rossa) e M2 (verde). Da Cadorna la chiesa si raggiunge facilmente a piedi percorrendo Corso Magenta. È possibile arrivare anche con i treni che fermano alla stazione di Milano Cadorna.
🕐 Orari di apertura
Da martedì a domenica: 10:00 – 17:30
Ultimo ingresso: ore 17:00
Lunedì: chiuso
La chiesa è chiusa anche il 1° gennaio, 1° maggio e 25 dicembre. Gli orari possono subire variazioni, quindi è consigliabile controllare eventuali avvisi prima della visita.
🎟️ Ingresso
L’ingresso alla chiesa è gratuito e senza prenotazione per i visitatori singoli. In caso di grande affluenza potrebbe essere necessario attendere qualche minuto prima di entrare.
📸 Fotografie
È possibile scattare fotografie per uso personale, ma senza flash e senza cavalletto.
♿ Accessibilità
Per i visitatori con disabilità motoria l’accesso all’aula delle monache avviene attraverso il Museo Archeologico. È consigliabile rivolgersi alla biglietteria del museo per ricevere assistenza.
ℹ️ Da sapere prima della visita
All’interno della chiesa non sono presenti servizi igienici né un deposito per borse e bagagli. San Maurizio è ancora un luogo di culto consacrato: durante la visita sono quindi richiesti un comportamento e un abbigliamento adeguati.
San Maurizio al Monastero Maggiore in breve
Dove: Corso Magenta 15, Milano
Da non perdere: gli affreschi cinquecenteschi, il coro delle monache, le opere di Bernardino Luini e l’organo Antegnati
Quanto tempo dedicare: almeno 45-60 minuti per osservare con calma gli affreschi
Perfetta per: chi ama arte, storia, Rinascimento e luoghi insoliti di Milano


