Al Locarno Film Festival, Isabella Rossellini non ha soltanto ricevuto l’Excellence Award, ma ha regalato al pubblico uno degli incontri più affascinanti della manifestazione.
Attrice, regista, autrice e studiosa di etologia, Rossellini ha raccontato il percorso che l’ha portata a unire il linguaggio del cinema con quello della natura, dimostrando come le due dimensioni possano dialogare con sorprendente naturalezza.

Durante l’incontro è emersa tutta la sua capacità di osservare il mondo da una prospettiva diversa. Per Isabella Rossellini, il comportamento di un insetto sulla corteccia di un albero non è un dettaglio insignificante, ma una storia che aspetta soltanto di essere raccontata. È proprio da questa attenzione verso i piccoli gesti della natura che nasce il suo modo di fare cinema: curioso, ironico e profondamente originale.
Una passione nata da bambina
Rossellini ha raccontato che il suo amore per gli animali risale all’adolescenza, quando ricevette in regalo L’anello di Re Salomone di Konrad Lorenz. Quel libro le aprì le porte dell’etologia, una disciplina che l’ha accompagnata per tutta la vita, anche quando sembrava aver intrapreso una strada completamente diversa.
Prima la moda, poi il cinema internazionale, quindi gli anni trascorsi accanto a grandi registi come David Lynch e Guy Maddin. Soltanto più tardi, a 45 anni, è arrivata la laurea in etologia. Un percorso che, secondo Rossellini, dimostra come ogni esperienza abbia il suo momento e contribuisca a costruire ciò che diventeremo.
Con grande serenità ha spiegato di non aver mai vissuto questo traguardo come un ritardo, ma come la naturale evoluzione di una passione che aveva semplicemente aspettato il momento giusto per esprimersi.
Quando la scienza diventa spettacolo
Uno dei momenti più interessanti dell’incontro è stato il racconto della nascita dei suoi celebri cortometraggi dedicati al mondo animale.
L’idea arrivò grazie a Robert Redford, che le propose di realizzare film brevissimi, della durata massima di due minuti. Da quel vincolo creativo nacquero progetti diventati ormai iconici come Green Porno, Seduce Me e Mammas.
In queste opere Rossellini affronta temi complessi come la riproduzione, la seduzione e la maternità nel regno animale con uno stile completamente fuori dagli schemi. Indossa costumi volutamente teatrali, interpreta insetti, molluschi e mammiferi, trasformando rigorose nozioni scientifiche in piccole performance surreali e irresistibilmente divertenti.
Il suo obiettivo, ha spiegato, è semplice: far ridere il pubblico e subito dopo sorprenderlo. Prima il sorriso, poi la riflessione.
Costumi artigianali e tanta creatività
La formazione all’Accademia di Costume e Moda si rivela ancora oggi fondamentale per il suo lavoro. I costumi utilizzati nei suoi cortometraggi non cercano mai il realismo assoluto. Al contrario, mostrano apertamente la loro natura artificiale, diventando parte integrante del linguaggio ironico che caratterizza queste produzioni.
Dietro ogni trasformazione si nasconde però un lungo lavoro di studio. Rossellini ha raccontato che la parte più difficile consiste nel tradurre testi scientifici estremamente tecnici in racconti capaci di divertire senza perdere il rigore delle informazioni.

Il ricordo di Roberto Rossellini
Non è mancato un momento dedicato al padre, il grande regista Roberto Rossellini. Con affetto, Isabella ha ricordato il suo lato più tenero e familiare, descrivendolo come una figura sorprendentemente materna.
Ha raccontato un aneddoto che ha divertito il pubblico: da bambini dormivano tutti insieme nel lettone e lui scherzava definendosi “la scrofa” mentre i figli erano “i maialini”. Un ricordo che si lega perfettamente alla curiosità di Isabella per il comportamento animale e che, negli anni, ha ispirato anche alcune delle sue opere dedicate alla natura.
Un incontro che racconta il valore della curiosità
L’appuntamento con Isabella Rossellini ha mostrato una figura capace di attraversare mondi apparentemente lontanissimi: il cinema d’autore, la moda, la divulgazione scientifica e la comicità.
Il suo intervento è stato un invito a non smettere mai di osservare, studiare e cambiare prospettiva. Perché, come ha dimostrato sul palco di Locarno, anche il più piccolo movimento di un insetto può diventare una storia straordinaria, se raccontata con intelligenza, ironia e passione.

