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Villa Melzi d’Eril, Bellagio (Co)

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L’articolo di oggi è dedicato a una perla del lago di Como: Villa Melzi d’Eril a Bellagio.

Il complesso architettonico venne costruito tra il 1808 ed il 1810 dall’architetto Giocondo Albertolli su commissione di Francesco Melzi d’Eril nominato Duca di Lodi da Napoleone in persona per il quale ricoprì la carica di vicepresidente della Repubblica Italiana e successivamente quella di cancelliere dell’Impero.

Il progetto del giardino venne realizzato dal Villoresi, il quale organizzò l’impianto scenografico per punti prospettici, privilegiando ora la visuale del lago, ora l’ispirazione intima del laghetto giapponese o della passeggiata nel bosco.

Dimora del Melzi dopo la sua carriera politica e sua residenza estiva fino alla morte, la costruzione venne decorata ed arredata da noti artisti dell’epoca: Appiani e Bossi pittori, Canova e Comolli scultori, Manfredini bronzista.

Il parco è impreziosito di pietra, monumenti e curiosi cimeli tra i quali colpisce una gondola veneziana trasportata a Bellagio per il volere di Napoleone in persona ed un’imbarcazione utilizzata da Mario Soldati durante le riprese del film Piccolo Mondo Antico girato negli anni quaranta.

Molti furono gli illustri ospiti che soggiornarono alla villa: anzitutto l’amico Eugenio Beauhrnais e la sua consorte Augusta, poi l’imperatore e l’imperatrice d’Austria Ferdinando I e Marianna nel 1838 accompagnati dal principe di Metternich e l’imperatrice di Russia Maria Feodorowna.

Dimorò pure in questo luogo il celebre esploratore Stanley e nel 1974 vi si tenne la conferenza Rumor – Schmidt.

Nel giardino, ricchissimo di piante rare esotiche, si avvicendano con alberi secolari, siepi di camelie e boschi di azalee e rododendri giganti, pietre e monumenti di significato storico e artistico.

Un chiosco in stile moresco con magnifica veduta sul lago conserva i busti degli imperatori d’Austria, Ferdinando I e consorte, e del duca Lodovico Melzi con la consorte Josephine Melzi Barbò, ultimi discendenti della Casata Melzi.
Proprio dirimpetto al chiostro si trova il monumento a Dante e Beatrice del Comolli che ha ispirato il Liszt.

Procedendo all’ombra dei platani tagliati ad ombrello, si giunge al grande terrazzo antistante la villa: da questo punto è possibile ammirare il paesaggio del centro lago e l’armonia e la sobrietà della costruzione alla quale si accede tramite una scenografica scalinata ad emiciclo.

Quattro austeri leoni definiscono lo spazio della costruzione sui lati del terrazzo, mentre due statue in marmo raffiguranti Apollo e Meleagro ne addolciscono la linea.

Tre busti neoclassici, di cui quello centrale raffigura l’Alfieri, adornano il lato sud della villa, a suo tempo collegata da una passerella con il terrazzo antistante la serra degli aranci situata a nord della villa.

L’aranciera oggi è un padiglione indipendente aperto al pubblico adibito a museo e contiene reliquie storiche provenienti dalla prima campagna di Napoleone in Italia e reperti archeologici provenienti dalla collezione dell’Altichiero (grazie alla mediazione del celebre scenografo Sanquirico), tra i quali sarcofagi antichi e busti romani rappresentanti esponenti patrizi.

La cappella, sul limite del giardino a fianco dell’approdo turistico di Loppia è un notevole esemplare di tempio neoclassico decorato all’interno con stucchi e dipinti del Bossi, arricchito dai candelieri cesellati del Manfredini.

Questa venne costruita tra il 1815 ed il 1820 sempre sui disegni dell’architetto Albertolli nel rispetto dello stile direttorio (come la stessa villa), ovvero l’ultima fase purista a cavallo tra stile neoclassico e pre-romanticismo dove si vanno aborrendo tutti i fronzoli ed i particolari pomposi a vantaggio della linea pura e delle regole classiche. La cappella ricalca le sembianze di un tempietto, a pianta centrale con cupola e senza campanile.

Qui si trovano i monumenti funebri di Francesco Melzi, realizzato da Nesti, del nipote Giovanni Melzi di Benzoni e di Lodovico Melzi ad opera di Vela, disposti sui lati della chiesa a croce greca.

In particolare: nella sagrestia di destra le tombe della famiglia Melzi, a sinistra la cappella dei famigliari dei Gallarati Scotti, succeduti per eredità ai Melzi, con il Duca Tommaso Gallarati Scotti, la duchessa Aurelia Gallarati Scotti e la contessa Virginia Gallarati Scotti. La grande scritta sulla tomba di Tommaso Gallarati Scotti è di Cesare Angelici.

L’altare ed il levigatissimo Cristo in marmo bianco sono del Comolli.

Appoggiata alla parete esterna nord, la porta dell’antica casa Melzi di Milano, attribuita al Bramante, con una lapide di famiglia.

Per maggiori informazioni potete visitare direttamente il sito di Villa Melzi d’Eril a questo link.

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Pubblicato da Signorina Bloggy

Blogger Le mie passioni principali sono viaggiare, leggere libri e guardare film, la cosmesi, le fiere e tanto altro ancora.

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