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A Spasso per Monza

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Monza è il capoluogo della Brianza. Nata dal sogno di Teodolinda, vedova di Autari e sposa del re longobardo  Agilulfo, incarna gli scenari storico-artistici e paesaggistici del territorio brianteo, che mira sempre più a valorizzare.

Importante vicus romano, raggiunse ricchezza e splendore in epoca longobarda: Teodolinda la scelse come residenza estiva di corte, facendovi costruire un palazzo e, nel 595, una cappella che costituì il primo nucleo storico del duomo dedicato a San Giovanni Battista, dotato dalla regina di un tesoro.

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Il Duomo

Nel XII secolo, Federico Barbarossa adottò Monza quale sede favorita; qui fu coronato re d’Italia con la Corona Ferrea, appartenuta a Teodolinda.

Nei secoli, la cittadina mantenne sempre un ruolo importante, che portò, nella seconda metà del ‘700, alla costruzione della Villa Reale e del suo celebre Parco, residenza della famiglia asburgica prima, punto di riferimento napoleonico lombardo poi, ed infine sede della corte dei Savoia.

Il monumento cittadino principale è il Duomo o Basilica di S. Giovanni Battista. Sull’antica chiesa battesimale fatta costruire da Teodolinda, fu eretta, nel ‘300, una nuova chiesa in stile gotico. La leggiadra facciata in marmo a strisce orizzontali bianche e verdi fu conclusa da Matteo da Campione; è affiancata da un campanile alto 80 metri, costruito nel 1606 dall’architetto Ercole Turati.

L’interno della basilica è stato trasformato, nel ‘600-‘700, in un complesso barocco vario ed eclettico. La Cappella della Regina Teodolinda fu affrescata nel 1444 dai fratelli Zavattari, esponenti del gotico fiorito (gotico internazionale), con scene illustranti la leggenda aurea di Teodolinda.

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Interno del Duomo di Monza

Nella cappella è conservata la Corona del Ferro, che un’antica tradizione vuole che contenga un chiodo della Croce di Cristo raccolto da S. Elena, madre dell’imperatore romano Costantino. Probabilmente eseguita a Costantinopoli in epoca tardo romana, fu usata a partire da Berengario nel l’888 per incoronare re e imperatori, tra i quali: Enrico II (1046), Enrico IV (1081), Federico I Barbarossa (1158), Carlo V (1530), Napoleone I (1805), ed infine Ferdinando I d’Asburgo (1838).

La corona si compone di sei lamine d’oro rettangolari e curve unite a cerniera con 24 gemme e pietre dure incastonate in fiori di smalto colorati, a formare una croce greca; all’interno, le lamine sono unite da un cerchio di ferro alto un centimetro, il chiodo utilizzato per crocifiggere Gesù.

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Corona Ferrea

Dal piccolo chiostro barocco a sinistra del duomo si accede al Museo, dov’è custodito il famoso tesoro di Teodolinda: una preziosissima raccolta di cimeli d’arte barbarica (IV-IX secolo), oltre ad altri oggetti di epoche successive.

Il pezzo più caratteristico è il gruppo della Chioccia con i sette pulcini (la gallina era simbolo di vita per i Longobardi), capolavoro dell’arte bizantina e barbarica del VI secolo, in lamina d’argento dorato con zaffiri e rubini.

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A Monza si possono ammirare due chiese in stile gotico lombardo: quella della Madonna delle Grazie, edificata nel 1467 come chiesa dell’annesso convento francescano, che conserva al suo interno una tela quattrocentesca raffigurante l’Annunciazione; e quella di S. Maria in Strada (facente parte di un complesso conventuale francescano e poi agostiniano), dalla ricca facciata gotico-lombarda in terracotta, alla quale si affianca il massiccio campanile trecentesco.

L’Arengario, antico Palazzo comunale eretto nel 1293, presenta sulla facciata meridionale la parlera, il balcone a loggia da cui si arringava il popolo, mentre, nella facciata opposta, si eleva la trecentesca torre a cuspide, sormontata da merli ghibellini a coda di rondine.

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Arengario

Oltre al Duomo, l’altro elemento che caratterizza Monza è la Villa Reale con il suo immenso Parco.

Si tratta di un imponente complesso di edifici di stile neoclassico, la cui costruzione, voluta dall’arciduca Ferdinando d’Austria come residenza estiva, fu eseguita tra il 1776 ed il 1780, sotto la guida dell’architetto Giuseppe Piermarini.

La villa fu arredata e decorata da importanti artisti dell’epoca, tra cui il pittore Andrea Appiani, che affrescò nel 1789 con scene della Favola di Amore e Psiche l’ambiente della Rotonda, sala a pianta circolare che conduce alle serre. Interessante è il teatrino di corte, realizzato dall’architetto Luigi Canonica, con il sipario decorato dal Piermarini con Corteo di Bacco Fanciullo. Delle 600 sale del palazzo si ricordano il salone d’onore, gli appartamenti di Umberto I e Margherita di Savoia, e la cappella.

All’interno della villa, si trova la Civica Galleria d’arte, pinacoteca assai importante per comprendere quel filone dell’arte lombarda che supera la lezione romantica. Di fronte alla villa, in direzione di Milano, si stende il bel viale – ora viale Cesare Battisti – ordinato dal viceré Eugène de Beauharnais. Sul retro della villa, si aprono vasti giardini pubblici, i cui disegno e impianto originario sono quelli del Piermarini, con il giardino all’italiana, ed il piccolo parco all’inglese, il primo realizzato in Italia, che lo stesso architetto volle movimentare con una collinetta artificiale, viali sinuosi, un laghetto e costruzioni di moda all’epoca, come un tempietto ed una torretta neogotica circondata da rovine medievali.

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Villa Reale

Il Parco, creato per desiderio di Eugène de Beauharnais nel 1806 da Luigi Canonica, si estende su un’area di 800 ettari, è attraversato dal fiume Lambro e percorso da numerosi viali alberati. Fu cinto da un muro, lungo circa 14 Km, interrotto da cinque porte che prendono il nome delle località sulle quali si affacciano (Monza, Vedano, S. Giorgio, Villasanta, Biassono); si era così costituito uno dei più grandi parchi d’Europa, l’unico completamente recintato da un alto muro.

Il risultato del lavoro del Canonica e dei suoi collaboratori Luigi Villoresi e Giacomo Tazzini fu un parco ispirato al sempre più diffuso gusto romantico, ideato come un continuo susseguirsi di vedute pittoresche, impreziosite da piccoli edifici di vari stili.

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Scorcio del Parco di Monza

Nella parte settentrionale del parco, si estende oggi il famosissimo Autodromo Nazionale di Monza, costruito nel 1922 su progetto di Alfredo Rosselli e per iniziativa dell’Automobile Club di Milano, dove in settembre si corre il Gran Premio d’Italia di Formula 1.

All’interno del Parco di Monza, si trovano anche Villa Mirabello e Villa Mirabellino, famose per il meraviglioso effetto scenografico e prospettico ottenuto con viali alberati. La prima, oggi sede dell’Amministrazione del Parco di Monza e residenza privata, risale alla metà del Seicento; il Mirabellino fu realizzato alla fine del Settecento come dépendance per gli ospiti della villa.

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Mi piace scrivere praticamente da quando ero bambina, ho tanti interessi che però non includono i Social, al virtuale preferisco il reale.
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