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Palazzo Arese Borromeo – Cesano Maderno (MI)

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Le vicende di Palazzo Arese Borromeo e della grande sistemazione urbanistica che lo assume come perno sono legate in modo profondo alla grande personalità del suo ideatore e committente, Bartolomeo III Arese.

Presidente del Senato di Milano,  presidente del Consejo de Italia, capo di una formidabile alleanza di famiglie nobili milanesi (Borromeo, Omodei, Visconti di Brebbia e molti altri), l’Arese è una personalità ricca di interessi: giurista e uomo d’arme, diplomatico e amministratore, è anche un cultore di studi ermetici, un convinto galileiano, un uomo dalle posizioni religiose molto aperte, un estimatore della cultura ebraica, un convinto assertore della mediazione artistica fra Milano e Roma.
A lui si deve dal 1652 la trasformazione del preesistente “palazzo da nobile” (che gli Arese, dinastia in espansione di giuristi e funzionari, avevano posto dal XVI secolo al centro dei loro crescenti interessi agricoli nell’area cesanese) in una vera e propria reggia, espressione certo di potenza e di ricchezza ma soprattutto visualizzazione di un articolato progetto politico e culturale.

Palazzo Arese Borromeo

Un lungo viale, scandito da piccoli apparati trionfali, si allarga davanti al palazzo in un’esedra con nicchie per statue effimere e
colonne di conglomerati, per poi divenire l’asse dell’edificio e proseguire come viale del retrostante giardino. Il palazzo è una
semplice struttura quadrangolare, affiancata dai corpi di servizio – e un tempo da vaste corti agricole – e centrata sul cortile
ingentilito, sul lato opposto all’ingresso, da una loggia alla genovese, spalancata sulla visione del parco.

Palazzo Arese Borromeo

La suddivisione degli spazi abitativi è netta: a Ovest l’ingresso a doppio portico; a Sud le scuderie e l’ala della servitù; a Nord la vecchia residenza trasformata in anticamere; a Est la zona di rappresentanza riccamente affrescata.

Il ciclo pittorico prosegue al piano nobile nelle ali Ovest (rappresentanza) e Sud (quartiere sapienziale e abitazione dell’erede
Giulio II Arese), mentre sono perdute le decorazioni delle aree Sud-Est (appartamenti privati di Bartolomeo III) e Nord (appartamenti femminili). La vasta decorazione – attualmente rimangono trentatre ambienti affrescati – è opera di un gruppo di artisti appartenenti al più alto classicismo milanese.
È rilevante l’uso del linguaggio mitologico e storico, si spiega così anche il costante legame con la natura, espresso sia dai continui rimandi visivi al parco sia dalla vasta figurazione di piante e animali nei cicli affrescati: rimando fra esterno e interno, fra macrocosmo e microcosmo, fra natura e cultura, essa dimostra l’alto livello conoscitivo della committenza, e un desiderio metamorfico che giunge al culmine nelle “boscarecce”, sale imitanti secondo il gusto romano il bosco selvaggio.

Questa tendenza giunge al culmine in un prolungamento a pianterreno dell’ala Nord, il Ninfeo: luogo magico e museale a un tempo, è caratterizzato dalla decorazione in mosaico di sassi, a costituire uno spazio “altro”, per la riflessione e lo studio.
Lo stesso vale in parte per il quartiere sapienziale del primo piano ala Sud: una sintesi del sapere attraverso le scienze, i loro simboli e le effigi dei saggi, destinato all’educazione dell’erede Giulio II.

Palazzo Arese Borromeo

Il Ninfeo

La morte prematura di quest’ultimo nel 1665 determinò l’ultimazione degli affreschi con temi sacri e penitenziali (sala degli eremiti, le due cappelle) e il passaggio del palazzo nel 1674 ai Borromeo per via del matrimonio di Giulia Arese con Renato II, il cui figlio Carlo IV assumerà il doppio cognome Borromeo Arese.

Il Settecento fu per Cesano un secolo di splendore: l’ultimazione degli affreschi – notevole il ciclo mitologico della Sala Aurora –, lo scavo della Roggia borromea, l’ampliamento del serraglio dietro al giardino sono le tappe di una vita di delizia che sapeva coniugare divertimento e sapienza, come dimostrano il soggiorno del grande Ludovico Antonio Muratori e gli interessi scientifici di Clelia Del Grillo Borromeo.

Palazzo Arese Borromeo

Sala dei Fasti Romani

I piccoli ma aggiornati interventi neoclassici segnano la fine della campagna decorativa e l’inizio di un lungo declino interrotto e inverito di rotta dall’impegnativa e tuttora in corso campagna di restauro.

Il giardino ha subito vicende analoghe. Più volte mutato di disegno, mantiene attualmente un felice compromesso fra
l’originaria struttura all’italiana e un vasto innesto romantico, con molte statue originali provenienti dal palazzo e diversi
edifici: importante il tempietto del Fauno, sintesi di sapere ermetico.

Palazzo Arese Borromeo

Come Arrivare:

In Auto: Da Milano SS35 dei Giovi, uscita n. 10 per Cesano Maderno, seguire “Palazzi Storici”; da Como SS35 dei Giovi, uscita Binzago, seguire “Palazzi Storici”.
In Treno: linea Milano–Meda/Asso delle Ferrovie Nord Milano.

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