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Jeffery Deaver – La Finestra Rotta

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Alice Sanderson viene trovata morta nel suo appartamento di Manhattan, la gola recisa, il quadro più prestigioso della sua collezione scomparso.

Gli indizi sulla scena del delitto conducono inequivocabilmente ad Arthur Rhyme, un uomo sposato che la vittima frequentava da poco. Ma non tutto, forse, è come sembra: nella catena di omicidi che da qualche mese insanguina New York, le tracce raccolte dagli inquirenti hanno l’evidenza delle prove schiaccianti, un’evidenza quasi sospetta.

È Lincoln Rhyme, criminalista tetraplegico geniale e ribelle, a prendere in mano l’ultimo caso, per scagionare il cugino Arthur e ricomporre i frammenti di una sciarada impenetrabile e crudele come il delitto perfetto. Le sue ricerche lo portano a indagare su alcune società che raccolgono vertiginose quantità di dati sull’esistenza della gente comune.

Per scoprire a sue spese che proprio nelle prove che inchiodano senza apparente rimedio i presunti colpevoli si cela l’unico indizio sull’identità di un killer che conosce ogni dettaglio delle vite degli altri. Con “La finestra rotta”, Jeffery Deaver, che il Times ha definito “il più grande autore di thriller vivente”, torna a mettere in scena uno dei personaggi più amati della narrativa americana di oggi: Lincoln Rhyme.

la_finestra_rottaHo deciso di parlarvi di questo libro di Jeffery Deaver perché, a distanza di anni, lo ricordo sempre in maniera molto positiva ed è uno dei pochi libri di genere thriller che mi sono ritrovata a rileggere non molto tempo fa.

E’ l’ottavo libro della serie dedicata al Detective Lincoln Rhyme (che personalmente rappresentano i miei libri preferiti di Deaver) e mi ha particolarmente affascinato per l’argomento trattato. E’ del tutto plausibile che una situazione come quella presentata nel libro possa accadere e, proprio per questo motivo, direi che ci dà motivo per una precisa riflessione a riguardo.

Una ricerca che ci porterà all’interno di una delle più grandi aziende di data mining del mondo che gestisce un database contente oltre 500 petabyte di informazioni private e pubbliche su milioni di cittadini americani. Al suo interno, in un groviglio di dispositivi di sicurezza, si annida il serial killer, identificato con il numero 522, contro cui è partita la disperata caccia all’uomo….

Jeffery Deaver è nato a Chicago nel 1950. È uno dei più grandi autori di thriller, consacrato dal pubblico mondiale con Il collezionista di ossa (2002). Tra i suoi ultimi libri, tutti editi da Rizzoli, La stanza della morte (2013), L’uomo del sole (2013), October List (2014), L’ombra del collezionista (2014), Solitude Creek (2015), Hard News (2015) e Il bacio d’acciaio (2016), Il valzer dell’impiccato (2017).

Si tratta di un libro molto avvincente, che ci porta nel mondo legato all’informatica ma che risulta chiaro e fruibilissimo anche a chi di informatica non sa assolutamente nulla. Un libro che tiene il lettore incollato alle pagine e che consiglio a tutti gli appassionati del genere thriller.

Il libro è disponibile in versione economica edito da Rizzoli, 576 pagine che scorreranno via veloci in men che non si dica!

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